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Cosa vedere nel Chianti in un giorno: Castello di Verrazzano

Cosa vedere nel Chianti? Cosa vedere nel Chianti in un giorno? Quando andare nel Chianti per un wine tour perfetto? Se sei alla ricerca di idee su cosa vedere nel Chianti in un giorno, questo articolo fa al caso tuo.

In questo articolo, ti porto con me in una delle ultime cantine che ho visitato in Toscana e che mi ha colpito particolarmente.

Ci troviamo nel Chianti Classico, nella zona tra Firenze e Siena, una tra le zone della Toscana piu’ famose al mondo.

Vuoi scoprire cosa vedere nel Chianti in un giorno?

Iniziamo!

Chianti e Chianti Classico: quali sono le differenze?

Prima di entrare nel vivo del nostro wine tour della cantina Castello di Verrazzano, e’ giusto fare una precisazione.

L’area del Chianti è divisa in due aree principali: Chianti e Chianti Classico.

Parliamo di due parti della Toscana vicine ma con caratteristiche totalmente diverse, soprattutto se facciamo riferimento alla tipologia di vino prodotto.

Infatti, con i termini “Chianti” e “Chianti Classico” si indicano due aree regolamentate da disciplinari e consorzi differenti.

Le differenze principali riguardano:

  • Zona di produzione e caratteristiche del territorio
  • Percentuale minima di Sangiovese richiesta nella produzione del vino
  • Ulteriori sottodenominazioni

Un’altra cosa importante da sottolineare è che l’“uva regina” del Chianti e del Chianti Classico è il Sangiovese, che in queste zone da il meglio di se’.

Il Sangiovese è uno dei più importanti vitigni autoctoni italiani, ma presenta caratteristiche diverse a seconda del terroir.

Se vuoi saperne di più sull’uva Sangiovese e gli abbinamenti perfetti, fammelo sapere nei commenti o inviando una mail a marianna@thewinetravelist.com.

Prima di parlare del meraviglioso Castello di Verrazzano, alcune informazioni importanti sulla zona del Chianti e del Chianti Classico.

Le zone di produzione

In passato era possibile produrre Chianti esclusivamente nelle aree che oggi fanno parte della zona del Chianti.

Da inizio ‘900, la domanda di Chianti iniziò ad aumentare cosi tanto da iniziare ad essere prodotto anche nelle zone limitrofe, quindi fuori dai confini stabiliti dall’editto.

Per questo motivo, con il passare degli anni, i produttori della zona originaria di produzione hanno iniziato a tutelarsi, fondando un consorzio e poi lottando per ottenere una denominazione distintiva.

Combatterono così tanto che i loro sforzi furono premiati con un decreto ministeriale che riconobbe la possibilità di utilizzare l’attributo “Classico” solo al vino prodotto nella zona originaria del Chianti, facendo si che si differenziasse dal Chianti delle zone limitrofe.

Da quel momento, esistono due aree separate, organizzate in questo modo:

mappa che evidenzia le zone del chianti e del chianti classico, con evidenza delle zone di produzione

Oggi puoi riconoscere i vini Chianti Classico grazie al simbolo del gallo nero, che puoi trovare su ogni etichetta.

Inoltre, puoi vedere il gallo nero anche “dal vivo”, nella piazzetta di Greve in Chianti!

Percentuale di uve Sangiovese

Il secondo fattore importante che definisce le differenze tra i vini prodotti nel Chianti ei vini prodotti nel Chianti Classico è la percentuale di Sangiovese.

Infatti, i vignaioli che producono Chianti e Chianti Classico devono rispettare il minimo di uve Sangiovese previsto dal disciplinare di riferimento.

Ad esempio, nel caso di Chianti, la legge consente l’utilizzo di un minimo del 70% di uve Sangiovese.

Il 30% può provenire da altre tipologie di uve autoctone o internazionali coltivate in Toscana, come Canaiolo, Cabernet Sauvignon e Merlot.

Invece, nel caso di Chianti Classico, la legge consente l’utilizzo di un minimo dell’80% di uve Sangiovese, mentre il 20% può provenire da uve autoctone o internazionali coltivate in Toscana.

Altri denominazioni

Sai che l’Italia e’ tra i Paesi con la regolamentazione piu’ severa quando si parla di produzione di vino?

Studiaretutte le DOC e DOCG è veramente difficile: abbiamo un panorama enologico davvero frammentato!

Ad esempio, basti pensare che nel caso del Chianti Classico abbiamo le seguenti denominazioni:

  • Chianti Classico
  • Chianti Classico Riserva
  • Gran Selezione del Chianti Classico

Per non complicare la situazione, non entreremo nei dettagli, ma e’ giusto che tu conosca almeno le informazioni più importanti:

  • Il vino Chianti Classico deve avere almeno 12 mesi di invecchiamento
  • Per il Chianti Classico Riserva il tempo di invecchiamento è esteso a 24 mesi
  • Punta di diamante è il Chianti Classico Gran Selezione, prodotto con uve provenienti da un unico vigneto o da una selezione delle migliori uve con un invecchiamento minimo di 30 mesi

Ovviamente le etichette dovranno indicare che tipo di Chianti Classico si sta bevendo e, quindi, di quale livello di qualita’ e fascia di prezzo stiamo parlando.

Bene, dopo queste importanti informazioni, possiamo passare all’argomento centrale di questo articolo: il nostro wine tour nella cantina Castello di Verrazzano!

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Cosa vedere nel Chianti: Castello di Verrazzano

castello di verrazzano visto dall'alto sulla collina nel tuo itinerario nel chianti classico

Devo aggiungere altro a questa foto?

Credimi, questo viaggio nel Chianti Classico mi ha lasciato senza parole.

Quando sono arrivata ​​al Castello di Verrazzano, a Greve in Chianti, credo di essere rimasta per qualche minuto a fissare il vuoto.

Ero incantata dalla sua bellezza.

La tradizione vinicola del Castello di Verrazzano nasce anni e anni fa.

Si tratta di una storia lunga generazioni, fatta di sacrifici e sfide continue.

Basti pensare che e’ stato scoperto un manoscritto risalente al 1150 che descriveva il Castello di Verrazzano come uno dei luoghi nel quale ebbero origine i primi esperimenti di produzione del vino!

Nel corso degli anni, diverse famiglie importanti sono state proprietarie del Castello di Verrazzano, ma e’ solo grazie alla famiglia Cappellini che il Castello è tornato al suo antico splendore.

Quando farete il vostro wine tour al Castello, avrete la possibilita’ di incontrare la Signora Clara, proprietaria del Castello, una giovane ragazza di 97 anni che apre le porte della sua casa per mostrare la bellezza e la tradizione secolare della sua famiglia .

Una piccola curiosità: ha comprato il Castello perché voleva abitarci e non per produrre vino.

Ha deciso di lasciare tutto com’era in passato: nulla è cambiato.

Quindi, il paesaggio che vedi oggi è lo stesso che vedeva la famiglia Verrazzano anni e anni fa!

Ma se la sua storia è stata incredibile, non puoi immaginare quanto siano meravigliosi i loro vigneti!

La tenuta di 230 ettari possiede 52 ettari di vigneto ad altitudini comprese tra i 260 ei 420 metri sul livello del mare, in un terreno sassoso ricco di calcare.

E non è tutto, gente!

Possiedono acri e acri di foresta!

Sembra di essere in una favola!

Curiosità: i vigneti vengono periodicamente rinnovati secondo un programma che mantiene l’età media della pianta intorno ai 12 anni.

In questo modo preservano la qualità e la produttività delle piante di vite e dell’uva da vino.

Che cosa producono?

La loro produzione è centrata su uve rosse che in questa zona mostrano la loro migliore espressione: Sangiovese, Merlot, Canaiolo, Cabernet Sauvignon e Colorino.

A seconda dei diversi terroir dei loro vigneti, piantano viti che sappiano esprimersi al meglio.

Ad esempio, il terreno delle colline è il migliore per produrre il Sangiovese Riserva, grazie alla perfetta altitudine ed esposizione alla luce solare.

Se ti piace solo il vino bianco puoi soddisfare il tuo palato con un bicchiere di Trebbiano Toscano, Traminer e Malvasia.

Ma la produzione principale riguarda le uve rosse!

Altro dato importante: la vendemmia avviene esclusivamente a mano attraverso un’accurata selezione delle uve. Una grande occasione è provare a partecipare al processo di raccolta per assistere al meticoloso e preciso processo che coinvolge tutta la famiglia!

Attenzione: non si produce solo vino!

Sono anche grandi produttori di olio extravergine, miele e aceto balsamico!

Sei alla ricerca di idee su cosa vedere nel Chianti in 3 giorni?

Dai un’occhiata al mio ultimo articolo!

Avrai una Guida completa per il tuo prossimo wine tour nel Chianti Classico in 3 giorni.

Lo trovi cliccando questo link.

Il wine tour

Purtroppo era disponibile solo il tour del vino classico, quindi abbiamo deciso di fare questo.

Anche se avremmo voluto fare l’esperienza completa di degustazione di cibo e vino 😊.

Il Tour del Vino Classico comprende:

  • Visita ai giardini e alle cantine storiche del Castello
  • Degustazione di 3 vini
  • Tasting di Olio Extra Vergine di Oliva bio “Castello di Verrazzano”
  • Degustazione di “Balsamico Verrazzano” su pecorino (formaggio di pecora)

La durata è stata di circa 2 ore al prezzo di 21 €.

Purtroppo la visita ai vigneti non è stata inclusa nel tour.

Che peccato!

Durante la visita siamo stati con la nostra Guida, una ragazza preparatissima che ci ha mostrato la bellezza della filosofia produttiva del Castello di Verrazzano e la loro vocazione verso l’agricoltura biologica.

castello di verrazzano nel tour di un giorno nel chianti sala di produzione del vin santo

Appena entrati nel Castello ci siamo imbattuti in uno spettacolo meraviglioso: siamo entrati nella sala di produzione del Vin Santo.

Il Vin Santo è prodotto grazie alla vinificazione di uve appassite, le quali, grazie alla surmaturazione, perdono tutta l’acqua presente negli acini, ottenendo una percentuale zuccherina più elevata.

In Toscana, questo processo avviene nell’appassitoio, un locale ampio e ventilato, nel quale le uve vengono fatte appassire adagiandole su graticci o in cassette di legno.

Il tour prosegue con la visita alla bottaia, il luogo dove il vino riposa.

Tutto è curato nei minimi dettagli, per regalare un’esperienza immersiva a 360 gradi.

Dopo la visita al Castello, ci spostiamo nella bellissima sala degustazione, accanto al Ristorante del Castello.

Consiglio personale: fermati a fare una foto in terrazza sotto l’uva, sarà un bel ricordo!

Iniziamo la degustazione e degustiamo i seguenti vini:

Verrazzano IGT Toscana “Il Rose”

cantina castello di verrazzano vino rosato bevuto durante il mio tour di un giorno nel chianti classico

Vino rosato prodotto con uve Sangiovese a Greve in Chianti, dal colore e dai profumi brillanti e delicati.

Il vino riposa sulle fecce per circa 2 mesi, per rubare aromi e colore dell’uva Sangiovese.

Un prodotto molto interessante, con una buona mineralità che lo rende un buon abbinamento con la zuppa di legumi o per un tradizionale aperitivo toscano.

Verrazzano Chianti Classico DOCG

95% uve Sangiovese e 5% uve rosse autoctone, questo vino catturerà la tua attenzione grazie al suo colore rosso rubino intenso con riflessi violacei e il suo profumo intenso di ciliegia e mora.

Assolutamente da provare!

Verrazzano Chianti Classico Riserva DOCG

L’ultimo vino è stato un Chianti Classico Riserva da uve Sangiovese al 95%.

L’affinamento è ottenuto in botti di rovere di piccola capacità (20 hl) per un minimo di 24 mesi, seguito da un periodo di affinamento in bottiglia di almeno 6 mesi.

Un prodotto interessante, perfetto abbinamento con le fettuccine al cinghiale, primo piatto tipico toscano.

pici al cinghiale piatto tipico della toscana mangiato durante il mio wine tour di un giorno nel chianti

La degustazione è stata accompagnata da pane tipico toscano da gustare con il loro olio extravergine e un piatto di salumi tipici della zona, come la Finocchiona e il Capocollo.

Un’esperienza davvero fantastica!

Puoi prenotare facilmente l’esperienza sul sito di Verrazzano, inviando una mail o chiamando il numero di telefono.

A fine visita ho comprato il loro Vin Santo, ti farò sapere di piu’ non appena apro la bottiglia!

Se sei alla ricerca di altre idee per il tuo weekend, leggi il mio articolo su cosa vedere nel Chianti in 3 giorni: troverai tanti spunti utili per organizzare il tuo wine tour in autonomia.

Ora è il tuo turno!

Sei mai stata nel Chianti Classico?

Quali altre cantine suggeriresti di visitare?

Parliamone nei commenti!

PS. Ricorda, la vita e’ troppo breve per far scegliere il vino agli altri! 🙂

Baci e abbracci,

Marianna

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